mercoledì 7 dicembre 2016

Torta di pane all'arancia e alla grappa di Cabernet


Capitare a Trento in una bella giornata autunnale piena di sole invita a passeggiare con il naso all’insù. Come Alice nel paese delle meraviglie si rimane ammaliati dalle facciate colorate, dagli affreschi sotto i cornicioni, dai balconcini di ferro battuto tondi e cicciotti con le fioriere e i fiocchi ai lati, 
dalle fontane graziose  e dagli alberi grandiosi che con le chiome larghe abbracciano le piazze vegliando sul loro silenzio. 








Si possono contare  le colonne che decorano  i muri esterni della Cattedrale di San Virgilio chiedendosi per quale motivo al secondo piano ci sono le colonne strette con un nodo oppure avviarsi in una delle strade laterali dove i palazzi diventano più sobri, gli stucchi alle finestre più eleganti , i balconi a doppi archi e i portoni più imponenti. 








Il Palazzo Roccabruna, uno di questi,  porta il nome di una delle più antiche famiglie nobili del Trentino. Girolamo II Roccabruna era sicuramente il personaggio più illustre della famiglia ed è stato lui, vicinissimo al giovane principe vescovo Cristoforo Madruzzo, futuro cardinale, ad aver trasformato il palazzo  nella residenza talmente ricca e importante per poter ospitare al piano nobile, splendidamente decorato e affrescato, addirittura il Conte di Luna, Claudio Fernandez de Quinones, ambasciatore e oratore del Re di Spagna presso il Concilio di Trento nella sua ultima fase fra il 1563 e 1564. Il palazzo era di proprietà della famiglia Roccabruna fino alla metà del XVIII secolo e dopo vari passaggi di proprietà da un casato all’altro è arrivato finalmente a far parte del patrimonio immobiliare della Camera di Commercio.










Attualmente ospita L’enoteca provinciale di Trentino che per una giornata intera ha spalancando le porte di vetro della sala per le rappresentanze per farci sedere (Sabrina, Cinzia e Fabio) intorno alla tavola apparecchiata per le occasioni speciali insieme ai rappresentanti dell’Enoteca e della Camera di Commercio. Era una chiacchierata informale e piacevolissima sulle scelte e l’importanza di puntare proprio su un ente pubblico per la promozione del territorio  in quanto solo un interlocutore “disinteressato” può essere il garante  e il tutore per tutti. Una politica del genere, non lo nascondo, mi trova sempre d’accordo. L’Enoteca possiede anche una cucina professionale ed era lì che si è svolto  il Master di canederlo condotto dal bravissimo chef trentino Stefano Bertoni del ristorante Castel Toblino:  una simpatia immediata e la capacità di trasmettere il proprio sapere con semplicità e umiltà ! Non vedo l’ora di preparare nella mia cucina i canederli dolci con le prugne secche e ricotta e di condirli con le prugne fresche saltate in padella con burro e zucchero e sfumate con la grappa…ve ne parlerò!








Eh già…la grappa.
Un distillato ottenuto partendo dalla vinaccia,  testimonianza  del passato del mondo contadino dove qualsiasi forma di spreco era semplicemente inaccettabile. Anticamente, il nobile latifondista, il proprietario delle vigne pagava in parte i propri braccianti con lo scarto della produzione del vino, le vinacce. Loro le riciclavano dilavandole per ottenere un vino da pasto molto leggero, per  distillarle successivamente. In questo modo sfruttavano una materia prima già esausta che altrimenti sarebbe stata dispersa nei campi come concime. il nome grappa porta a pensare alla materia prima – graspo dell’uva mentre in certe aree del Piemonte è ancora in uso il nome branda (da  bran vjn, vino bruciato) che dimostra inequivocabilmente che il distillato inizialmente era ottenuto dal vino.



La grappa è un prodotto sofisticato. Partendo dalla fisica e cosmologia aristotelica l’universo  era diviso in mondo sublunare e corruttibile  e il mondo  incorruttibile delle sfere celesti dove era presente la quinta essenza. Agli occhi degli alchimisti il distillato di vino presentava le caratteristiche simili: trasparente come il cielo, incorruttibile e inalterabile. Possiamo dire che la grappa ha le radici nel cielo? Mi è difficile immaginarlo ma quello che avviene alle vinacce dentro questo macchinario misterioso che è l’alambicco di rame non può non essere pura magia. Un liquido cristallino e trasparente, vellutato in gola,  profumato all’olfatto e inebriante al pensiero. Perfetto per meditare da soli o per  godere  in ottima compagnia. Da bere ogni volta quando ne abbiamo voglia, con moderazione.

“Se il vino è la poesia della terra allora la grappa è la sua anima” (Mario Soldati)




Ringrazio i nostri perfetti padroni di casa Gianfranco Chiomento, l'uomo affascinante, divertente e colto e Luigi Cappelletti, imprenditore giovane e timido dell’Istituto Tutela GrappaTrentina per la piacevole compagnia e la magnifica grappa, Bruno Pilzer dell’IstitutoAgrario San Michele all’Adige per la sua disponobilità oltre l'immaginabile, per tutte le informazioni che ci ha fornito e per tutte le domande che avrei voluto fargli e me ne sono ricordata soltanto a Roma, Enoteca Provinciale Trentina per l’accoglienza e la chiacchierata amichevole, Stefano Bertoni per averci insegnato a preparare i canederli, Alessandro Maurilli per aver organizzato tutto e  l’AIFB e gli amici presenti per il solo fatto di esserci. 

Questa torta di pane nasce come ricordo dell’indimenticabile torta fregolotta  mangiata per la prima volta nell’Antica trattoria dell’Orso grigio a Trento e imbevvuta da un’altrettanto indimenticabile grappa di Traminer.

Per gioco è nata una piccola gara "Gioca in cucina con la grappa trentina" dove partecipano i soci AIFB presenti a Trento il 17 e 18 ottobre 2016.




Torta di pane all’arancia e alla grappa di Cabernet
(per uno stampo da 16 cm)

200 g di pane integrale con poco sale
200 ml di grappa di Cabernet
6 fichi secchi
2 uova
100 g di zucchero semolato
100 g di burro
Il succo di 1 arancia media
1 cucchiaino raso di lievito per dolci

1 arancia
2 cucchiai di marmellata di arance
2 cucchiai di grappa di Cabernet
2 cucchiai di zucchero Muscovado




Tagliate il pane a cubetti e mettetelo in una ciotola. Bagnatelo con la grappa e schiacciate con la forchetta mescolando bene. Lasciate per almeno 30 minuto mescolando di tanto in tanto fino a farlo diventare morbido. Aggiungete i fichi secchi tagliati a cubetti.
Montate le uova con lo zucchero e il burro a temperatura ambiente. Aggiungete il succo d’arancia, il lievito e il composto di pane. Mescolate molto bene per ottenere una massa omogenea.
Imburrate uno stampo rotondo largo 16 cm e alto 5. Tagliate un cerchio di carta da forno grande quanto il diametro dello stampo e poggiatelo sul fondo. Tagliate una striscia di carta da forno alta quanto il bordo e foderate la parete dello stampo. Cospargete il fondo con lo zucchero Muscovado e disponete sopra a raggiera le rondelle di arancia precedentemente spellata a vivo. Versate il composto di pane e livellate con il dorso di un cucchiaio.
Cuocete nel forno precedentemente riscaldato a 160-170 gradi per 30-35 minuti.
Aspettate 5 minuti e capovolgete il dolce sul piatto da portata, eliminate lo stampo e la carta da forno con molta attenzione.

Scaldate la marmellata d’arance con la grappa e versatela calda sul dolce caldo. Lasciate raffreddare completamente e servite tagliato a fette. 


Ecco le altre tre ricette in gara:



Fabio Campetti: Polpo croccante alla grappa di Teroldego con crema di topinambur alpuzzone di Moena



Torta od hleba sa pomorandzom i rakijom
(za okruglu modlu siroku 16 cm i visoku 5 cm)

200 g starog integralnog hleba
200 ml mirisne rakije
5-6 suvih smokvi
2 jaja
100 g putera
100 g kristal secera
Sok od 1 srednje pomorandze
1 ravna kasicica praska za pecivo

1 pomorandza
2 kasike dzema od pomorandze
2 kasike rakije
2 kasike Muskovado secera

Isecite hleb na kockice i natopite ga rakijom u jednoj ciniji. Izgnjeciteviljuskom i ostavite pola sata da odstoji mesajuci s vremen na vreme. Dodajte seckane suve smokve.
Premazite puterom unutrasnjost modle. Isecite krug od papira za pecenje i polozite ga na dno a trakom od papira za pecenje oblozite obod. Pospite dno Muskovado secerom. Preko njega pazljivo polozite tanko isecene snite oljustene pomorandze.
Umutite jaja sa seceromi puterom, dodajte sok od pomorandze, masu od hleba i prasak za pecivo.Pazljivo sipajte u modlu i izravnajte kasikom.
Pecite u prethodno zagrejanoj rerni na 160-170° oko 30-35 minuta. Ostavite da se prohladi 5 minuta i jako pazljivo izvrnite na tanjir za serviranje. Uklonite papir za pecenje. U loncetu  zagrejte dzem od pomorandze sa rakijom i prelijte preko truce kolaca. Ostavite da se potpuno ohladi i posluzite




12 commenti:

  1. Intanto complimenti per i dettagli che hai scovato in quella Trento vissuta insieme, bel pezzo davvero! E poi mica è poca cosa la tua torta di pane sai, per me poi che adoro i piatti dove si ricicla il pane, e nei dolci piuttosto inconsueto. Bello l'utilizzo dell'arancia che adesso comincia a spuntare succosa sui banchi dei mercati, il frutto più buono dell'inverno! E poi ha un look strepitoso :-)

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    1. Io adoro osservare le finestre, le porte e i dettagli di una città: è come amore a prima vista ! Grazie 😊 per me era la prima volta di mangiare la torta di pane, non l'avevo msi fatta prima nonostante faccio tutto per riciclare il pane in vari modi. È molto grapposa la torta e con l'arancia ci sta molto bene. Mangiata di prima mattina ti da una certa scossa 😊

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  2. Molto accattivante! La proverò sicuramente! grazie cara per questa bellissima esperienza. A prestissimo.

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    1. Grazie a te Sabrina ! Un abbraccio 😊

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  3. Per me che adoro il pane in tutte le maniere e che vivo di arance per tutto l'inverno, questa è da provare al più presto! ... come gustare la grappa sotto mentite spoglie :-)))
    Complimenti per il racconto e le foto, mi ci sono persa dentro!

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    1. Adesso inizia la stagione ! Magari anche con il sugo di mele si potrebbe fare chissà ...
      Grazie Cinzia ! Un bacio 😊

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  4. Mnogo ti je interesantan recept a slike su predivne!

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    1. Hvala Vesna ! U Italiji se torta od hleba često pravi, to je divan nacin da se iskoristi stari hleb i kombinacije su beskonačne. Obično se stavi čokolada ali meni se i ovako dopada 😊

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  5. Che voglia di visitare Trento! Come sempre le tue foto e le tue parole mi conquistano :-)
    Ma a dire il vero quello che mi ha conquistata prima di tutto è la torta perché proprio in questi giorni pensavo ad una torta di pane al cioccolato...ma questa è troppo più raffinata! Da vera madamoiselle ;-)
    Un abbraccio!

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    1. Trento è stata veramente una piacevole sorpresa è una magnifica scoperta. Sarà starà anche la compagnia e il "nobile" scopo ? Secondo me una al cioccolato con sopra le pere non sarebbe affatto male..,anzi 😊 poi me lo dici ? Un abbraccio sorella !

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  6. molto bella la descrizione della città, come bella la torta. ma io aspetto i canederli che non ho mai fatto così, anche se li ho visti in giro per il web.
    irene

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